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1984 GEORGE ORWELL SCARICARE


    (, ). Nuova traduzione a cura di Stefano Manferlotti (). George Orwell. La vita. Eric Arthur Blair, vero nome di George Orwell, nasce il 25 giugno​. Renowned urban artist Shepard Fairey's new look for Orwell's classic dystopian taleOne of Britain's most popular novels, George Orwell's Nineteen Eighty-Four. Ecco una piccola introduzione (se disponibile) del libro che vuoi scaricare, il link per effettuare il download di - George Orwell di george-orwell lo trovate alla​. Autore: George Orwell. PDF ePub Mobi. Scaricare: Libri Gratis (PDF, ePub, Mobi) Autore George Orwell. Libri Libri. Un libro eccezionale che tutti dovrebbero leggere! [mobi] download per Kindle · [​epub] download per iPad/iPhone. a

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    Feltrinelli: - George Orwell Introduzione del libro Ecco una piccola introduzione se disponibile del libro che vuoi scaricare, il link per effettuare il download di - George Orwell di george-orwell lo trovate alla fine della pagina.

    Il mondo è diviso in tre immensi superstati in perenne guerra fra loro: Oceania, Eurasia ed Estasia. In Oceania, la cui capitale è Londra, la società è governata dal Grande Fratello, che tutto vede e tutto sa.

    I suoi occhi sono le telecamere che spiano di continuo nelle case, il suo braccio la psicopolizia che interviene al minimo sospetto. Tutto è permesso, non c'è legge scritta. Niente, apparentemente, è proibito. Tranne pensare. Tranne amare. Tranne divertirsi.

    È in questa società fortemente contradditoria e completamente immersa in un regime d'odio che si ritrova a vivere Winston Smith, il protagonista della vicenda. Quest'uomo, che inizialmente ci appare tranquillo, lontano da qualsiasi rapporto umano e quasi privo di carattere, si rivelerà invece un forte oppositore del Grande Fratello.

    Winston lavora nel Ministero della Verità, svolge quindi come mansione primaria quella di distruggere la realtà storica, manipolando le notizie, i giornali e i libri. Facendo questo lavoro Winston si rende conto della realtà effimera e illusoria in cui vivono lui e tutti i suoi concittadini e per questo cercherà di trovare la propria via di sfogo scrivendo un diario in cui annota le sue critiche contro il Partito.

    La svolta si ha quando, durante una manifestazione, chiamata "I due minuti d'odio", Winston si invaghisce di una giovane ragazza, Julia. Inizialmente Winston è fermamente convinto che lei sia una spia della psicopolizia, ma poi scopre che in realtà lavora anche lei nel Ministero della Verità.

    1984 (romanzo)

    I due intraprenderrano poi una relazione clandestina, costretti a vedersi solo quando sapevano di non essere guardati dal Grande Fratello. Nella società del tempo infatti le relazioni non erano viste di buon occhio, e in particolare il sesso era proibito perché si pensava che fosse funzionale solo alla procreazione. Anche se non c'era scritto niente dentro, era in ogni modo un oggetto compromettente. La cosa che si disponeva a fare consisteva nell'incominciare un diario.

    La penna era uno strumento antiquato, che si adoperava assai di rado, perfino per le firme importanti, e lui se n'era procurata una di nascosto e non senza difficoltà, solo perché sentiva che quei bei fogli color crema meritavano che ci si scrivesse sopra con un vero pennino, anziché d'essere grattati con una delle solite matite a inchiostro.

    Veramente non aveva l'abitudine di scrivere a mano. Ebbe un tremito fin nelle budella. Segnare la carta sarebbe stato l'atto decisivo. Un senso d'assoluto smarrimento si era impadronito di lui. Tanto per cominciare, non era affatto sicuro che quello era il Doveva essere press'a poco quell'anno, perché sapeva con certezza che aveva trentanove anni e credeva d'esser nato nel o nel ; ma non era possibile, allora, buttar giù una qualche data altro che con l'approssimazione d'un anno o due.

    Per i posteri, per i non ancor nati. Come avrebbe potuto comunicare coi posteri?

    Era ragionevolmente impossibile. O il futuro sarebbe stato in tutto simile al presente, nel qual caso nessuno lo avrebbe ascoltato, ovvero sarebbe stato differente, e in questo caso il suo messaggio sarebbe stato privo di significato. Per qualche minuto rimase attonito a guardare il foglio.

    Il teleschermo trasmetteva una irritante marcetta militare. Non solo era strano ch'egli avesse perduto ogni capacità d'esprimersi, ma anche che avesse del tutto dimenticato cos'era che in un primo momento aveva pensato di voler dire.

    Per settimane s'era preparato a quel momento, e non gli era mai passato per la mente che fosse necessario null'altro che un pó di coraggio. L'azione vera e propria dello scrivere, aveva pensato, sarebbe stata facile. Non aveva che da trasferire sulla pagina quell'interminabile, instancabile monologo che gli s'andava dipanando nella testa, nel vero senso della parola, da anni. In quel momento, tuttavia, anche il monologo gli s'era come prosciugato. E per di più l'ulcera varicosa aveva cominciato a prudergli in modo insopportabile.

    Né osava grattarsela, perché, se l'avesse fatto, si sarebbe, come sempre, infiammata. Intanto passavano i minuti. Era cosciente solo del vuoto della pagina davanti a sé, del prurito della pelle sulla caviglia, dello strombettare della musica, e d'una sorta di lieve addormentatura provocata dal gin.

    di George Orwell - Libri PDF

    La sua calligrafia minuta e infantile si srotolava su e giù, scordandosi, lungo il cammino, le maiuscole e perfino le virgole e i punti: 4 aprile Ieri notte al cinema. Film di guerra. Uno molto buono su un battello pieno di profughi bombardato in qualche parte del Mediterraneo. Il pubblico si divertiva un mondo a vedere un tipo di grassone che cercava di svignarsela con un elicottero che lo inseguiva, prima si vedeva galleggiare sull'acqua come un porco marino, poi si vedeva attraverso l'apparecchio di puntamento dell'elicottero poi era pieno di buchi e il mare attorno diventava rosso e lui affondava subito come se l'acqua fosse entrata nei buchi, poi si vedeva una scialuppa piena di bambini con un elicottero sospeso sopra.

    Proprio non sapeva che cosa gli aveva fatto buttar giù quella serqua di stupidaggini. Ma la cosa più strana era che, mentre grattava la carta, il ricordo d'un fatto completamente diverso gli s'era andato riordinando nella mente, fino al punto da fargli credere d'essere addirittura capace di scriverne. Era, ora si rammentava, proprio per quest'altro incidente che aveva improvvisamente deciso di venirsene a casa, quel giorno, e di cominciare il diario.

    Era successo nella mattinata, al Ministero, seppure qualcosa di tanto confuso si sarebbe mai potuto pensare che fosse realmente successo. Erano circa le undici, e nell'Archivio, dove lavorava Winston, gli impiegati stavano tirando fuori le sedie dai cubicoli e le stavano raggruppando nel centro della sala, davanti al grande teleschermo, in preparazione dei Due Minuti d'Odio. Winston stava prendendo posto in una delle file di centro, quando due persone che conosceva di vista, ma alle quali non aveva mai rivolto la parola, entrarono inaspettatamente nella sala.

    Una era una ragazza che Winston aveva incontrata più volte nei corridoi. Non sapeva come si chiamasse ma sapeva che lavorava nel Reparto Amena. Probabilmente poiché si ricordava di averla vista qualche volta con le mani unte di grasso e munita d'una chiave inglese essa aveva un qualche incarico d'ordine puramente tecnico in una delle macchine per scriver romanzi.

    Era una ragazza dall'aria risoluta, di circa ventisette anni, con una gran capigliatura nera, faccia lentigginosa e movimenti svelti e atletici. Una sottile fascia rossa, che fungeva da distintivo della Lega Giovanile Anti-Sesso, era avvolta ripetutamente attorno alla vita, abbastanza stretta in modo da far risaltare più che fosse possibile le sue anche formose.

    Winston l'aveva presa in antipatia fin dal primo momento che l'aveva veduta. E sapeva perché. Era per via di quell'atmosfera di campi di hockey, di bagni freddi, di gite in comitiva, e soprattutto quella sicurezza da benpensante che la ragazza si portava appresso. Egli non sapeva tollerare, in genere, quasi nessuna donna, e in particolare le giovani e piacenti. Erano sempre le donne, e specialmente le più giovani, che fornivano le aderenti più bigotte del Partito, che si nutrivano di slogans, di frasi fatte, le spie dilettanti, le scopritrici dell'eterodossia.

    Ma quella ragazza in particolare gli pareva anche più pericolosa di molte altre. Una volta, che s'erano incontrati, appunto, nel corridoio, lei gli aveva dato un'occhiata di straforo che gli pareva l'avesse passato da parte a parte, e che per un momento l'aveva riempito d'un sacro terrore.

    Aveva pensato, per un istante, che si potesse trattare di un'agente della Psicopolizia. Era molto improbabile, veramente. Eppure lui continuava a trovarsi a disagio, un disagio in cui la paura e l'antipatia erano mescolate assieme, tutte le volte che se la sentiva vicino.

    Qualche zittio si fece udire nel gruppo che sedeva nelle sedie intorno non appena fu vista la tuta nera dell'uniforme di un membro del Partito Interno che s'avvicinava. O'Brien era grosso, tarchiato, con un collo largo e una faccia rozza e brutale, ma non priva d'una certa arguzia. Nonostante il suo aspetto imponente, usava maniere affabili. Era un gesto che, se qualcuno avesse ancora potuto pensare in quei termini, avrebbe richiamato l'idea di un gentiluomo del Settecento che offrisse una presa dalla sua tabacchiera.

    Winston aveva veduto O'Brien appena una dozzina di volte in una dozzina press'a poco di anni, ma si sentiva profondamente attratto da lui, e non solo per il contrasto fra quelle maniere singolarmente educate e il suo fisico da lottatore.

    Qualcosa nella sua faccia lo suggeriva in modo irresistibile. E ancora, forse, non era nemmeno l'eterodossia quella che si leggeva nella sua faccia, ma soltanto l'intelligenza.

    Ad ogni modo aveva tutto l'aspetto di una di quelle persone con le quali avreste potuto aprirvi, posto che foste riusciti a eludere il teleschermo, e l'aveste attirata a un colloquio strettamente privato.

    Winston non aveva mai fatto il minimo tentativo per verificare la verità di questa sua supposizione: sul serio, non c'era nessun modo di farlo. In quel momento O'Brien diede un'occhiata al suo orologio da polso, vide che erano quasi le undici ed evidentemente decise di restare nell'Archivio fino a che i Due Minuti d'Odio fossero passati.

    Una donnetta dai capelli color sabbia che lavorava nel cubicolo vicino a quello di Winston s'era seduta fra loro due. La ragazza bruna s'era seduta subito dietro.

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    Un istante appresso un fastidioso stridore, come d'un ingranaggio di qualche diabolica macchina non ben lubrificata, si fece sentire, con uno scoppio, dal grande teleschermo in fondo alla sala. Era un rumore che faceva drizzare i capelli in capo.

    L'Odio era cominciato. Come al solito, la faccia di Emmanuel Goldstein, il Nemico del Popolo, era apparsa sullo schermo. La donnetta dai capelli color sabbia diede in una sorta di gemito in cui erano mescolati paura e disgusto. Goldstein era il rinnegato, l'apostata che, una volta, molto tempo prima quanto tempo prima, nessuno poteva ricordarsi con precisione , era pure stato fra i dirigenti del Partito, importante quasi quanto il Gran Fratello stesso, ma s'era poi dato a organizzare attività controrivoluzionarie, era stato condannato a morte ed era misteriosamente evaso e scomparso.

    I programmi dei Due Minuti d'Odio variavano a seconda dei giorni, ma non ce n'era nessuno in cui Goldstein non fosse la figura principale. Egli era stato il supremo traditore, il primo che avesse osato profanare la purezza del Partito.

    Tutti i delitti che erano stati commessi in seguito contro il Partito, tutti i tradimenti, gli atti di sabotaggio, le eresie, le deviazioni, eccetera erano sorti direttamente dal suo insegnamento. Era ancora vivo, in qualche parte del mondo, e stava preparando le sue cospirazioni. Forse al di là del mare, con la protezione e il soldo dei suoi padroni stranieri… forse anche, si diceva pure questo, era nascosto nella stessa Oceania.

    Il diaframma di Winston ebbe una stretta. Non poteva mai vedere la faccia di Goldstein senza provare un misto di emozioni che gli dava una specie di malessere. Era una magra faccia da ebreo, con una grossa aureola di capelli bianchi e crespi e una piccola barbetta da capra: una faccia da persona seria, ma in cui pure si poteva leggere qualche cosa di moralmente vile e spregevole, mista a una sorta di stupidità senile concentrata in quel suo naso lungo e affilato in cima al quale stava appoggiato un paio d'occhiali.

    Sembrava la faccia d'una pecora, e anche la voce aveva un qualche carattere pecorino. Lo stolido ritmo battuto dagli stivali dei soldati faceva da sfondo alla voce belante di Goldstein.

    Prima ancora che fossero passati una trentina di secondi d'Odio, incontrollabili manifestazioni di rabbia ruppero fuor da una metà del pubblico nella sala. La faccia da pecora, soddisfatta di sé, che faceva smorfie d'ogni sorta sullo schermo, assieme alla terrificante potenza dispiegata dall'esercito eurasiano che sfilava dietro di essa, erano davvero di troppo, per essere sopportati: senza contare che la semplice vista, o addirittura anche il solo pensiero di Goldstein producevano automaticamente un misto immancabile di paura ed irritazione.

    Esso era oggetto d'odio assai più costante che non l'Eurasia ovvero l'Estasia, dal momento che quando l'Oceania era in guerra con l'una di queste potenze era generalmente in pace con l'altra. C'era sempre un qualche ingenuo fresco fresco che aspettava di farsi sedurre da lui.

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    Non passava giorno senza che spie e sabotatori che agivano alle sue dipendenze fossero smascherati dalla Psicopolizia. Con l'uscita dell'undicesima edizione inizierà la vera diffusione della Neolingua, che nel è usata, nella sua forma ibrida, solo per uso interno scritto dei Ministeri mentre il resto della popolazione continua a parlare e a pensare in Archelingua. Con la completa diffusione nel ogni pensiero sovversivo diverrà impossibile, permettendo l'assoluta realizzazione degli obiettivi distopici del Partito nel libro viene esplicitamente detto che la Neolingua è l'anima del Socing e si raggiungerà anche l'Ocoparlare, ovvero i cittadini dell'Oceania parleranno in modo meccanico.

    Questo accrescerà le speranze del protagonista, Winston Smith, di una rivolta da parte dei prolet. Parole in neolingua[ modifica modifica wikitesto ] Nel libro vengono usate alcune parole in Neolingua che rappresentano concetti basilari del Partito. Queste parole sono spesso ambigue perché spesso possono avere valenza positiva se riferite a un membro del Partito mentre valenza negativa se riferite a un nemico del partito.