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    La pratica fondamentale nel Buddismo di Nichiren Daishonin è la recitazione di Nam-myoho-renge-kyo (Daimoku). Grazie a questa App avrete a disposizione. to Yes No. Your message goes here. izik · izikizik at izikizik. DOWNLOAD THIS BOOKS INTO AVAILABLE FORMAT ( Update). Kokorozashi Daimoku funziona sugli iPhone e iPad. Pesa 27,3 MB e si scarica per 1,99 € dall'App Store. RIPRODUZIONI DEL GOHONZON (RIPRESE DA INTERNET, FOTOGRAFATE O FOTOCOPIATE) O APPLICAZIONI AUDIO DI DAIMOKU E GONGYO? Come invocare il Sacro Daimoku - Manuale TECNICO dell'Invocazione eBook: Claus, Massimo: aperfectcircle.us: Kindle Store.

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    La causa della tua sofferenza presente risiede nel tuo passato. Puoi aver causato sofferenza a tuo marito o a tuo figlio in una vita passata causa e di conseguenza nel presente loro ti fanno soffrire effetto.

    Una volta il Presidente Toda cosi spiega il meccanismo di causalità ad un membro che aveva un figlio poliomielitico. Quell'uomo soffriva a causa del figlio? No, il figlio era soltanto la causa esterna. L'uomo stesso aveva il karma di avere un figlio malato nella sua famiglia. Era lui che sentiva il dolore e voleva esserne liberato. Il Presidente Toda gli disse che se avesse rafforzato la sua fede e la sua pratica avrebbe potuto cambiare il proprio destino e di conseguenza il suo problema si sarebbe risolto.

    Un giorno venne a chiedermi guida una donna il cui marito aveva un cancro. Lei aveva recitato a lungo e fervidamente davanti al Gohonzon per la sua guarigione, ma fino a quel momento non si era visto alcun miglioramento. Se potessimo ottenere benefici senza praticare noi stessi, allora ben pochi di noi praticherebbero seriamente; potremmo chiedere a qualcun altro di recitare per noi".

    Allo stesso tempo, prega affinchè tuo marito trovi nella sua malattia il motivo per praticare sinceramente e diventi una persona che possa dare il suo contributo al Kosen-rufu. Questo deve essere il tuo atteggiamento. Prega sinceramente al Gohonzon, chiedendo scusa per i tuoi errori passati e promettendo di impegnarti seriamente nella pratica.

    E' questo il solo modo giusto di praticare". Da quel giorno la donna prega sinceramente correggendo il suo atteggiamento sbagliato e le condizioni del marito cominciarono a migliorare poco a poco.

    In un mese si era talmente ristabilito che gli fu permesso di passare a casa i fine settimana. Ogni volta che rientrava in ospedale, il dottore si stupiva del miglioramento del suo paziente. Il dottore non sapeva, naturalmente, che l'uomo stava recitando Daimoku e gli chiedeva. Praticamente nessuno pensa che le sofferenze siano dovute alle proprie colpe.

    Tutti pensano di essere del tutto innocenti. Un problema, di qualunque tipo sia, è un effetto prodotto dalla combinazione di una causa interna e di una causa esterna.

    Prendiamo l'esempio di un bicchiere d'acqua. Supponiamo che nel fondo vi sia un sedimento: se si agita il contenuto; l'acqua diverrà torbida. In questo caso il deposito costituisce la causa interna e l'atto dell'agitare è la causa esterna. Supponiamo di avere un marito e una moglie che vivono come cane e gatto.

    Ciascuno dei due insiste a dire che l'altro è colpevole della loro discordia. E' come dire: "L'acqua è diventata torbida perché tu l'hai agitata". Ma in realtà, se non c'è deposito l'acqua rimarrà limpida anche se la si agita a lungo.

    La maggior parte di noi non riesce a vedere il deposito ed accusa gli altri di aver agitato l'acqua. Nessuno incomincia una lite pensando:"E' colpa mia.

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    Toda le disse: "Se tu che sei giovane, non sei capace di correggere il tuo brutto carattere, come puoi pretendere che tua 5 suocera, che è anziana, cambi il suo".

    Quando torna a casa, constata che l'atteggiamento della suocera nei suoi confronti era nettamente migliorato. Questo principio vale per qualsiasi tipo di problema, non devi biasimare i tuoi amici, i tuoi figli o i tuoi genitori. Prima di tutto devi cambiare il "tuo" karma negativo. Questo è lo scopo della nostra fede. Fin quando ti limiterai a lamentarti di tuo marito e dei tuoi figli, non risolverai mai il tuo problema. Devi prima riflettere sul perché ti fanno soffrire.

    Supponi di avere un figlio delinquente. Fondamentalmente è perché hai il karma di dover soffrire a causa di un figlio, questa è la conseguenza delle cause negative che hai formato nel passato. In secondo luogo, è perché hai un atteggiamento sbagliato verso la tua pratica, non riconoscendo la tua responsabilità e dando viceversa la colpa a tuo figlio. Molti genitori incolpano i figli delle angosce che causano loro ma, dal mio punto di vista, spesso gli accusatori sono più in colpa degli accusati.

    Per te la cosa importante è riconoscere che la causa della tua infelicità è il tuo karma negativo e pregare affinchè cambi. Devi affrontare con decisione i tuoi problemi e recitare Daimoku sinceramente, chiedendo scusa per ogni offesa o calunnia commessa in questa vita o in quelle precedenti. Poi devi agire, cioè praticare per superarli.

    In questo modo non ci sarà destino o karma che non possa essere cambiato. Supponi di avere un debito di un milione e di non avere soldi per pagarlo. Questo è l'esempio che si riporta usualmente per chiarire il principio dell'alleggerimento della retribuzione karmica. Se ha creato una causa devi riceverne l'effetto. Tuttavia, tramite benefici della fede puoi sperimentare in forma alleggerita gi effetti del karma negativo.

    Sarai allora in grado di superare gli effetti del tuo karma, non importa quanto gravi siano, ed entrare nella più felice condizione di vita. La sofferenza sorge quando i nostri desideri non si realizzano: ci sentiamo felici quando otteniamo quello che desideriamo e infelici quando non lo otteniamo. Una volta un responsabile rimprovera un suo membro con queste parole: "Quando sei di fronte al Gohonzon, non devi pregare per i tuoi desideri personali, devi pregare esclusivamente per la realizzazione di Kosen-rufu".

    Qualche tempo dopo quel membro venne da me e mi chiese se quella guida fosse giusta. Ebbene, alcuni si preoccupano soltanto dei loro desideri personali e, a questi, bisogna ricordare che non si deve pregare solo per le cose personali, ma anche per Koserf-Rufu.

    Altri membri invece hanno un atteggiamento troppo non curante nei confronti della loro vita quotidiana e pensano che, visto che pregano per Kosen-Rufu, i loro problemi personali si risolveranno automaticamente.

    A queste persone prima o poi vengono dei dubbi: "lo prego sempre per Kosen-Rufu. Perché la mia situazione personale non migliora? Puoi recitare quanto vuoi, ma non avrai mai del riso bollito". Con questo esempio voleva confutare l'idea sbagliata secondo la quale i benefici arriveranno da soli semplicemente recitando, senza fare nessun altro sforzo.

    Noi recitiamo per ottenere saggezza, quella saggezza che ci consiglia di accendere il fuoco, e regolare la quantità d'acqua e l'altezza della fiamma necessaria per avere un riso che non sia nè troppo al dente nè stracotto. Eppure, se si pratica bene è assolutamente impossibile non ricevere benefici. Non possiamo giudicare il potere del Gohonzon dal nostro punto di vista che è limitato. Non possiamo fidarci dei nostri occhi: sono fatti in modo tale che, anche spalancandoli, vedono solo i piccolissimi benefici e non riescono a percepire quelli grandi.

    Se, per esempio, ti capita di rimanere coinvolto in un incidente stradale e te la cavi senza un graffio, ringrazi il Gohonzon con tutto il cuore. Cosi siamo fatti noi comuni mortali. Ancora un esempio: quando guarisci da una malattia, sei felicissimo del beneficio ricevuto. Quando invece passi cinque o dieci anni senza avere alcuna malattia, non ci fai nemmeno caso e non ti viene in mente di ringraziare il Gohonzon. Non ti rendi conto che rimanere in buona salute cosi a lungo è una grandissima fortuna.

    In altre parole, abbiamo la tendenza a non apprezzare il potere del Gohonzon a meno che non ci capiti un incidente, qualche malattia o qualche altra avversità.

    Quale beneficio e più grande, incappare in una disavventura e superarla o non avere alcuna disavventura? Evidentemente il secondo beneficio è più grande. Nel Buddismo i benefici visibili ma piccoli sono chiamati benefici "cospicui", quelli invisibili ma grandi sono benefici "incospicui". I piccoli benefici si riconoscono facilmente mentre ci vuole del tempo per vedere quelli grandi.

    Che cosa è un beneficio "invisibile"? A vedermi adesso forse non lo direste, ma io ero un gran bell'uomo da giovane. Ogni mattina mi svegliavo e mi vedevo uguale al giorno precedente. Questo è successo per giorni, mesi ed anni, fino ad oggi.

    In tutto questo tempo, non c'è stato un solo giorno nel quale abbia notato un cambiamento apprezzabile nel mio aspetto. Eppure oggi sono diversissimo da come ero da giovane almeno per quanto riguarda la mia testa. Non mi è successo che una bella mattina svegliandomi e guardandomi allo specchio, abbia improvvisamente scoperto che i miei bei capelli folti erano completamente scomparsi.

    Questo l'ho raccontato per farvi capire come si manifestano i benefici invisibili ma non crediate che questo sia stato il mio beneficio invisibile! Se mantieni una fede pura per cinque, dieci, quindici anni e più, senza che te ne renda conto ti ritroverai in uno stato di felicità quale non avresti mai neanche immaginato.

    Questo è il beneficio invisibile. Il potere del Gohonzon - il potere del Budda e della Legge - è assoluto. II fatto di riuscire o meno ad attivare quel potere dipende dai nostri poteri della fede e della pratica. Dite ai vostri membri di continuare a praticare diligentemente senza dubitare mai del potere del Gohonzon qualsiasi cosa accada e di essere sempre convinti dei grandi benefici che nascono dalla loro pratica.

    Deve essere una posizione dignitosa che sia allo stesso tempo naturale e solenne. Devi stare con la schiena eretta e guardare con occhi pieni di gratitudine direttamente verso Nam-myoho 7 renge-kyo iscritto al centro del Gohonzon. Durante le preghiere silenziose, concentrati chinando naturalmente la testa e tieni le mani unite. Tenendo questo a mente per favore, sforzati di migliorare sempre Gongyo.

    Quando più persone fanno Gongyo insieme, devono recitare in perfetta armonia con la persona che guida. Questo è fondamentale dal punto di vista di Itai-Doshin diversi nel corpo, stessa mente. Supponi che tutti i membri della famiglia inizino la giornata facendo Gongyo insieme. Quando tuo figlio arriva verso la fine del gongyo. Se invece ha quattordici anni o più, deve seguire gli altri fino alla fine, poi ricominciare da capo oppure recitare Daimoku più a lungo per compensare la parte che ha saltato.

    In tali casi, dobbiamo ricordare sempre la natura sacra di Gongyo e comportarci nel modo più appropriato alla circostanza. La mattina dopo fai Gongyo ancora più sinceramente del solito per compensare quello che hai saltato la sera prima. Se hai i postumi di una sbornia, fai guidare Gongyo a qualcun altro.

    Ma se, nonostante abbia bevuto, sei perfettamente lucido e niente ti impedisce di comportarti normalmente, non ti preoccupare troppo e fai Gongyo nel modo abituale.

    La cosa importante è ricordare sempre che sei un messaggero della Mistica Legge e non lasciarti andare a bere tanto da non poter fare Gongyo.

    Anche quando non sei in condizioni di fare Gongyo, non devi giustificarti pensando: "Questa sera non farà Gongyo perché dicono che non si deve quando si è ubriachi", ma devi, a maggior ragione, chiedere scusa al Gohonzon più sinceramente. Prima di tutto, tu stesso devi avere una profonda fiducia nelle parole del Gosho "Una grande sfortuna è sempre seguita da una grande fortuna".

    Per quanto grande possa sembrarti la "sfortuna" di un membro, il punto fondamentale è la tua fede in questo principio della Mistica Legge. Se pensi che il suo problema sia talmente serio da poter non essere seguito da una grande fortuna, significa che non credi in queste parole. Se uno dei tuoi membri ha dei problemi gravi, ricordagli questa frase del Gosho e cerca sinceramente di convincerlo del potere del Gohonzon.

    La vittoria o la sconfitta dipendono dalla sua capacità di credere in questo insegnamento. Se ci crede, allora non deve far altro che praticare esattamente come insegna il Daishonin.

    Se una persona fallisce negli affari, potrà risollevarsi se mantiene la fede. Invece, accade spesso che quando una persona fallisce negli affari si lascia andare e fallisce anche nella fede.

    Dobbiamo stare molto attenti a questo punto. Un'altra cosa fondamentale è cercare di individuare su che cosa fa affidamento ogni membro. Quando ci succede qualcosa, tendiamo a perdere la testa e a rivolgerci a qualcuno o a qualcosa per cercare un appoggio. Giorni fa, una vice-responsabile di gruppo venne da me. Mancava qualche giorno ad una riunione commemorativa di un anniversario.

    Nam myoho renge kyo

    La donna stava per mettersi a piangere: "Si sta avvicinando il giorno della riunione, ma il mio responsabile non vuole partecipare alle attività. Io vado ogni giorno a casa sua per sollecitarlo, ma lui non muove un dito". Le feci notare: "Tu hai preso il tuo responsabile di gruppo, e non il Gohonzon, come base per i tuoi sforzi. Rifletti su questo tuo atteggiamento, ti stai appoggiando a qualcosa di diverso dal Gohonzon.

    Poi, prega affinchè la tua riunione riesca bene come quelle degli altri gruppi in cui il responsabile ed il suo vice lavorano in armonia. Mi sembra che tu abbia dimenticato questo spirito". Convincilo che soltanto recitando Daimoku potrà trovare il modo di risolvere il suo problema.

    Parteciperà alle attività quando avrà meno da fare". Molti responsabili hanno la tendenza a simpatizzare con loro e a lasciare le cose come stanno. Ma questo non significa affatto dare guida. Queste persone sono come qualcuno che ha una gamba rotta e che, quando gli si consiglia di andare da un medico, risponde: "Non posso andarci perché ho una gamba rotta.

    Andrà quando potrà camminare di nuovo". Non riesce a capire che proprio perché non pur camminare dovrebbe andare da un medico.

    Allo stesso modo, coloro che non possono partecipare alle attività a causa di problemi economici o di lavoro o di tempo, dovrebbero pregare ancora più fervidamente per superare questi ostacoli e sforzarsi di partecipare.

    Alcuni anni fa conobbi un gioielliere. Sua moglie era un membro entusiasta, ma lui non faceva alcuna attività. Diceva di essere impegnato con il lavoro tutte le sere fino alle nove o alle dieci. Io gli dissi: "Dici di essere troppo indaffarato per poter partecipare alle attività. Ma, certamente, avrai diritto ad almeno un giorno di riposo al mese; tutti gli altri giorni sei occupato.

    Questa è una ragione di più perché tu preghi con il desiderio sincero di poterti dedicare completamente alle attività nel tuo giorno libero. Poi, sforzati di farlo. Questo è l'unico modo di crescere nella fede". Quando dai guida ai tuoi membri, non limitarti a solidarizzare con loro per i loro guai, ma fai in modo che cerchino di risolverli facendo appello ai loro poteri di fede e di pratica.

    Dopo la nostra conversazione, il gioielliere si rese conto che il suo atteggiamento verso la fede era sbagliato. Quando date delle guide, ricordate quanto ho detto. Per quanto uno si sforzi, è inevitabile incontrare grandi difficoltà alle prime armi. Nessuno è maestro nella sua arte sin dall'inizio, cosi come non sempre si diventa bravi solo perché si dispone di molto tempo per esercitarsi o perché si hanno alle spalle anni di pratica. Il segreto è la volontà di imparare. Prima bisogna risvegliare questa volontà, poi diventare padroni dei principi fondamentali per dare guide nella fede.

    Qualunque sia il problema, i principi delle guide sono sempre gli stessi, una volta imparati, li puoi applicare a qualsiasi situazione. Dare guide è un atto di compassione ed allo stesso tempo ti aiuta a svilupparti come essere umano. Un'altra cosa da tenere presente è che non puoi aspettarti di sviluppare la tua fede semplicemente ricevendo guide, ma devi anche accumulare le tue esperienze personali. Supponiamo che tuo figlio stia imparando ad andare in bicicletta.

    Tu puoi spiegargli la tecnica il più diffusamente possibile, ma egli non l'imparerà mai se non monta sulla bicicletta e non pedala, anche barcollando e facendo molti ruzzoloni. Allo stesso modo, qualunque sia la complessità del problema presentato da uno dei tuoi membri, tu devi aiutarlo ad affrontarlo coraggiosamente e a risolverlo.

    Nam Myoho Renge Kyo Gohonzon F

    Non scoraggiarti se pochi dei tuoi membri partecipano alle attività. E' importante naturalmente risvegliare i membri inattivi, ma altrettanto importante è studiare come sviluppare ulteriormente i pochi che sono attivi.

    Mettiamo che nel tuo gruppo ci sono dieci membri dei quali solo tre sono attivi. In questo caso puoi, per esempio, chiedere ad ognuno di loro di seguire uno dei membri inattivo. Poichè ora hanno un compito da svolgere, si impegneranno nelle attività con più passione di prima. Se gli accoppiamenti fra membri non funzionano bene. Ricorri a tutti i metodi che ti vengono in mente, pur di riuscire a rafforzare il tuo gruppo.

    Non sempre le visite a casa dei membri hanno successo. Fa appello alla tua fede e scaccia il senso di frustrazione, risoluto a riuscire senza fallo. Tutti abbiamo qualche problema; la chiave della guida è intuire quale sia il problema e dare l'incoraggiamento appropriato. Chi invece si prende cura dei membri visitandoli frequentemente, si assicura una crescita regolare.

    Io spero che vi impegnate pienamente nelle attività pregando affinchè ciascuno dei vostri membri progredisca attivamente verso Kosen rufu. Prima di tutto, devi fare in modo che i membri di ogni gruppo collaborino appoggiando il loro responsabile. Non devi cercare di interpretare il ruolo di protagonista devi piuttosto assistere i responsabili di gruppo perché possano svolgere bene il loro compito.

    Cosi facendo tutti, anche quelli più anziani, si riuniranno intorno a te. Quando vai a visitare qualcuno a casa, a volte sarà utile portare con te un responsabile di gruppo o un membro più anziano.

    La presenza dei membri anziani è un elemento prezioso per le attività di settore. Se sei in difficoltà circa la guida da dare, puoi chiedere ad un responsabile più anziano di accompagnarti. Non dimenticare che sei tu l'unico responsabile nelle costruzioni di solide basi per il tuo settore; con questa coscienza, dai le direttive e i consigli in armonia con i responsabili di gruppo in modo che coloro che non praticano riprendano a fare Gongyo e a partecipare alle riunioni e che coloro che nutrono sentimenti ostili verso altri membri cambino atteggiamento.

    La Soka Gakkai è un'organizzazione nella quale i membri danno e ricevono guide e incoraggiamento, non si tratta di un organizzazione attraverso la quale puoi esercitare la tua autorità. Se un padre vuol farsi ubbidire dai figli facendo valere la sua autorità paterna, i figli faranno resistenza perché, secondo gli specialisti in pedagogia, i bambini cercano nel padre un consigliere, non un tiranno.

    Lo stesso vale nelle relazioni inter personali all'interno di un settore. Devi assolutamente evitare di far pesare la tua autorità di responsabile nei rapporti con i membri. Anche se le tue parole possono non essere arroganti, se hai la tendenza all'autoritarismo, questa si rivelerà nel tuo modo di agire.

    Alcuni dei tuoi membri potranno essere difficili da convincere. Devi perseverare pazientemente a dar loro consigli, ricordando che proprio grazie a loro tu puoi progredire nella tua rivoluzione umana.

    Prendi in considerazione la situazione personale di ciascuno, studia il modo di rendere loro più agevole partecipare alle attività e consigliali appropriatamente. Allora ti accorgerai che qualsiasi divergenza con i tuoi membri sarà superata.

    Ma abbiamo davvero bisogno di molta esperienza per dare guide sulla fede? Io credo di no. Naturalmente è auspicabile avere molta esperienza; ma anche se non l'abbiamo, possiamo comunque dare buone guide.

    Dare una guida sulla fede ad un membro significa dirgli dove, dal punto di vista buddista, risiede la causa del suo problema e spiegargli come deve affrontarlo, in modo che egli cerchi di risolverlo sulla base della fede. La maggior parte delle persone attribuiscono i loro problemi a qualcuno o qualcosa al di fuori di loro. Non si rendono conto di aver creato essi stessi la causa di quei problemi che, comunque, sono pane del loro karma.

    In altre parole, non riescono a capire che la prima cosa da fare è cambiare la loro vita, una vita che ha il destino di soffrire per quei problemi. Per dare guida a questo tipo di persone non è tanto necessaria una vasta esperienza, quanto un ritorno ai principi fondamentali della fede, un ulteriore approfondimento della tua stessa fede.

    L'unica via per riuscirci è quella di pregare sinceramente al Gohonzon. Insistere troppo sulla tua mancanza d'esperienza, vuol dire semplicemente cercare di salvare la faccia nel caso in cui non riesca a dare una guida eccellente.

    Devi assumere un atteggiamento più costruttivo, altrimenti non sarai mai capace di dare buone guide nella fede, a prescindere da tutta l'esperienza che potrai accumulare. In particolare, il secondo capitolo tratta dei mezzi con cui ottenere lo stato di buddhità giapp.

    Il daimoku viene spesso effettuato per alcune ore, e il gongyo tradizionalmente ripetuto mattina e sera con anche cinque preghiere silenziose la mattina e tre la sera; oppure quattro preghiere silenziose, la prima delle quali solo al mattino, prima della lettura del sutra, mentre le ultime tre sia al mattino sia alla sera al termine della lettura del testo. Inizialmente la pratica concordata dal patriarca della Nichiren Shoshu comprendeva almeno la recitazione del capitolo XVI in forma completa, ma la Soka Gakkai lo ha ridotto, per i propri fedeli, alla lettura di brani dei due capitoli del Sutra del Loto solo una volta per cerimonia il capitolo XVI viene recitato solo nella parte in versi chiamata Jiga-ge , eliminando anche le preghiere riferite ai patriarchi della Nichiren Shoshu e ad alcuni divinità buddhiste della scuola, sostituite da preghiere di gratitudine rivolte ai presidenti della Soka Gakkai.

    La mia vita dura da miliardi e miliardi di anni e durante tutto questo periodo io sono sempre vissuto qui e la mia vita non si è mai estinta. Io non mi estinguo mai, e quando annuncio la mia estinzione si tratta solo di un espediente usato per istruire e convertire gli esseri viventi.

    Non vi è nascita né morte, non vi è esistenza in questo mondo né estinzione. Io sono il padre di questo mondo che salva coloro che sono afflitti e soffrono. Questa differenziazione dottrinale non è di poco conto. Nei secondi 14 capitoli del Sutra del Loto viene esposta la dottrina del Buddha eterno giapp. Contro l'amidismo e lo Shingon che venerano una triade o un duo di Buddha - Amida come corpo di Fruizione, Vairocana come corpo del Dharma e Shakyamuni come corpo di Emanazione nello Shingon, Amida oggetto principale del culto come emanazione Dharmakaya e corpo di Fruizione della Terra Pura e Sakyamuni come sola Emanazione nell'amidismo [15] - Nichiren ritiene questi degli errori dottrinali e vede un unico Buddha trascendente con tutte queste caratteristiche raffigurato in tutti i tre corpi da Sakyamuni, anche se altri Buddha e bodhisattva sono oggetto di venerazione.

    Col distacco dalla Nichiren Shoshu, anche la Soka Gakkai americana ha cominciato a vedere Nichiren come un grande maestro illuminato come descritto nella Nichiren-shu, ma non il Buddha eterno in persona, posizione riservata a Shakyamuni.

    La Nichiren-shu sostiene invece che il Dai Gohonzon non fu scritto da Nichiren che dipinse solo gohonzon su pergamena. Un aspetto importante della pratica buddista è la recitazione di un libretto Gongyo dove sono raccolti alcuni brani del Sutra del Loto che spiegano che ogni individuo ha dentro di sé il potenziale per l'Illuminazione, e che la vita è eterna.

    Gongyo significa, come termine in senso stretto, pratica assidua e comprende sia la recitazione di Nam-myoho-renge-kyo Daimoku , che la lettura, mattina e sera, delle parti del Sutra del Loto dal secondo capitolo Hoben Espedienti e dal capitolo Juryo Durata della vita del Tathagata. La recitazione del Daimoku e del libretto di Gongyo è stata indicata da Nichiren Daishonin come pratica essenziale per l'Ultimo giorno della Legge la nostra epoca. La cerimonia di Gongyo riproduce il ritmo del sole che sorge ogni mattina e tramonta ogni sera, permettendoci, come spiega Nichiren nella Raccolta degli insegnamenti orali, di rivelare in ogni istante della giornata la nostra vera identità originale: quella di Budda dal tempo senza inizio.

    Qual è il modo migliore per imparare a fare Gongyo? Il modo migliore per imparare a fare Gongyo è recitarlo con altri praticanti, chiedendo a qualcuno di aiutarci a impararlo e recitandolo lentamente. Esiste anche la possibilità, per esercitarsi, di scaricare una versione mp3 di Gongyo sul sito della Soka Gakkai americana www-sgi-usa.

    È disponibile una nuova versione italiana del libretto, che contiene una descrizione dettagliata della cerimonia di Gongyo, la pronuncia corretta e la traduzione del testo del Sutra del Loto.